Centro storico della resistenza e della deportazione

 

LIONE IN GUERRA, 1939-1945 


Il Centro storico della Resistenza e della Deportazione conserva e cura archivi e collezioni relativi all’epoca della Seconda Guerra Mondiale. Ciò che lo rende unico sono le sue notevoli collezioni di manifesti, di partiture di canzoni contemporanee e gli oggetti provenienti dalle grandi figure della Resistenza. Circa 700 testimonianze di membri della Resistenza e deportati, filmate  negli anni 90, raccontano in prima persona questo periodo sensibile, portandoci alla scoperta dell’occupazione et della resistenza francese, e rendendo il Centro Storico un luogo chiave per la memoria collettiva.
    
INFORMAZIONI PRATICHE

  

 

Una mostra permanente

 


Suddivisa in tre concetti fondamentali – impegno e dedizione; informazione e propaganda; spazio e tempo -, la mostra permanente offre un'esperienza concreta dei principali momenti della Seconda guerra mondiale.
Un sistema di audioguide aiuta il visitatore a percepire l'atmosfera degli anni dell'occupazione.

Grazie a quest universo immersivo visivo e sonoro e ai documenti contemporanei (video, foto e archivi scritti), il visitatore può comprendere le diverse realtà della Francia occupata. Alla fine del percorso, una gigantesca proiezione di diapositive permette al visitatore di ricollocare gli eventi locali e nazionali della memoria nella scala planetaria del conflitto, inserendoli nel loro contesto storico.

 

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Mostre temporanee

 


Il Centro Storico della Resistenza e della Deportazione accoglie e realizza numerose mostre che animano il museo e trattano in modo alternativo i valori della Resistenza, lo stato attuale dei diritti umani o la vita di persone impegnate (e resistenti), occupando un posto centrale nella programmazione del museo.
 

Estratti del processo Barbie

 


Klaus Barbie fu nominato capo della Gestapo di Lione, e responsabile della lotta contro i membri della Resistenza, i comunisti e gli ebrei. I suoi metodi di interrogatorio particolarmente brutali spiegano come si sia guadagnato il soprannome di "macellaio di Lione". Quarant'anni dopo, nel maggio 1987, fu giudicato per crimini contro l'umanità e condannato all'ergastolo.

Il processo Barbie è stato il primo processo per crimini contro l'umanità in Francia e ha rappresentato un momento importante per la storia e per il ricordo degli anni dell'occupazione, partecipando al risveglio della memoria collettiva lionese e prefigurando la creazione del Centro Storico della Resistenza e della Deportazione.

Fin dalla sua inaugurazione, il Centro storico della Resistenza e della deportazione trasmette estratti esclusivi del processo su autorizzazione speciale dell'Alta Corte di Parigi. Ponendo l'accento sulle dichiarazioni dei testimoni oculari, questo film dà un'idea dei dibattiti e dell'emozione che circondarono il processo; ogni testimonianza contribuì a rafforzare l'idea di crimine contro l'umanità.


- Sessioni : 10h30, 12h00, 14h30, 15h30, 16h30
- Durata: 45 minuti

 

PER SAPERNE DI PIU

Il centro di documentazione

 


Il centro di documentazione è un'indispensabile risorsa di informazioni sul periodo della seconda guerra mondiale, della resistenza et dell’occupazione per tutti i tipi di pubblico. L'ingresso è gratuito, ed offre una moltitudine di strumenti documentari e un servizio di assistenza alla ricerca. Le opere in consultazione sono elencate sul sito della biblioteca municipale di Lione.

 

CONTATTACI

Servizio educativo
 


In risposta a quella che è una delle sue principali ragioni d'essere, il Centro dà ai giovani visitatori un posto d'onore nella sua politica di ammissione e programmazione, contribuendo così alla formazione di futuri cittadini liberi, responsabili e consapevoli di aver ereditato una memoria collettiva.

Il servizio educativo è a disposizione degli insegnanti per assisterli nelle visite scolastiche e sviluppare una collborazione efficace. Le visite e i laboratori sono condotti dai mediatori culturali.

Un luogo dedicato alla Memoria

 

Il Centro storico della Resistenza e della deportazione è ospitato nellpo stabilimento dell'ex scuola della sanità militare, nello stesso edificio utilizzato dal capo della Gestapo di Lione, Klaus Barbie, ed è un luogo fortemente simbolico al servizio della storia e della memoria. Le cantine dell'edificio, in cui venivano rinchiuse le vittime della Gestapo e che oggi ospitano le mostre temporanee, costituiscono il cuore del museo.
Il 26 maggio 1944, i bombardamenti alleati posero fine all'occupazione dell'edificio, che fu gravemente danneggiato. I servizi della Gestapo furono quindi trasferiti in un edificio situato all'angolo tra Place Bellecour e Rue Alphonse Fochier. Lì continuarono a svolgersi i loro sinistri compiti fino alla liberazione della città, il 3 settembre 1944.

 

Lione durante la guerra 
 


Durante la Seconda guerra mondiale, Lione vide un intreccio di destini. Situata nella zona sud, secondo l'armistizio del 22 giugno 1940, divenne la città più importante della Francia libera. Svolse un ruolo importante in seguito al trasferimento dei servizi amministrativi e degli organi di stampa da Parigi. In quanto importante centro intellettuale, Lione vide la comparsa di numerosi volantini e giornali clandestini a partire dall'estate del 1940. Allo stesso tempo, iniziò l'organizzazione della Resistenza civile e militare.
L'11 novembre 1942 la situazione cambiò radicalmente: Le truppe tedesche invadono la zona sud e occupano la città. I servizi repressivi tedeschi e la polizia ausiliaria di Vichy (la Milice) rintracciarono i membri della resistenza e fecero molti arresti. La repressione si abbatte anche sugli ebrei e, a partire dall'agosto 1942, vengono organizzati numerosi rastrellamenti.
Il 14 settembre 1944, durante un discorso al Municipio, il generale de Gaulle rese omaggio all'impegno della città e proclamò Lione "Capitale della Resistenza".

 

Testimonianze oculari della Seconda Guerra Mondiale 

 


Il progetto di creazione del Centro di Storia deve molto ai testimoni oculari, che ancora oggi sono fortemente coinvolti nella sua vita lavorativa e culturale.
Il Centro storico è un luogo dove si tramandano le memorie e si incontrano le generazioni. Ex membri della resistenza e/o deportati, "figli nascosti" di deportati, attori e testimoni oculari della Seconda guerra mondiale vengono ogni giorno a raccontare la loro storia e a dialogare con i giovani ed i loro insegnanti.